“ANCHE QUESTO È UNO DEI SISTEMI DI RIUTILIZZO PIÙ ANTICHI E FACILI, UTILE SOPRATTUTTO QUANDO LA PASTA FOSSE TROPPO SCARSA PER COPRIRE DA SOLA LE NECESSITÀ DI UN PASTO. COSÌ INVECE, ACCOMPAGNANDOLA A VERDURE COTTE O CRUDE, SI PUÒ TRASFORMARE IN UN GRADEVOLE PIATTO UNICO.”

pasta di qualsiasi formato
– 1 uovo a testa
– parmigiano grattugiato (a piacere)
– olio di oliva
– poco sale

Morbida

Si sbattono le uova, aggiungendo poco sale, in un contenitore sufficientemente ampio da ospitare anche la pasta.

Si taglia la pasta avanzata e condita in modo grossolano, magari usando le forbici da cucina, quindi si aggiunge alle uova sbattute.

A piacere, secondo il tipo di condimento, si possono aggiungere aromi o spezie e 1-2 cucchiai di parmigiano grattugiato.

Si scalda bene con un fondo sottile di olio di oliva una padella antiaderente che consenta di ottenere una frittata alta circa 2-3 dita.

Appena la padella è caldissima, si versa dentro l’impasto di uova e pasta, si abbassa la fiamma, si mette il coperchio lasciando cuocere fin quando anche la superficie superiore non risulti rafferma.

Alla fine si gira lasciando dorare dolcemente anche l’altra parte della frittata.

Secca e un po’ croccante

Si inverte semplicemente l’ordine di introduzione degli ingredienti.

Si tagliuzza la pasta e si lascia rosolare in padella come per risaltarla.

Si sbattono le uova e si aggiungono alla pasta nella padella già ben calda e questa volta più ampia, in modo che la frittata risulti assai più sottile.

Si lascia cuocere scoperta e a fuoco più vivace provvedendo a girarla con l’aiuto del coperchio così che cuocia bene dai due lati.

Entrambe le versioni sono più buone se mangiate ben calde.

Tratto dal volume AVANZI POPOLO
di Letizia Nucciotti
EDIZIONE Stampa Alternativa / Banda Aperta srl