IMPRESE VIRTUOSE TRA EFFICIENZA E SOLIDARIETÀ

Cosa può fare un’azienda per ridurre gli sprechi? L’elenco delle possibilità è vasto, a partire dall’adozione di tecnologie innovative e strategie gestionali efficaci. Questo implica una riduzione dei consumi di energia, acqua e materie prime, l’autoproduzione e/o utilizzo di fonti energetiche rinnovabili, il reimpiego delle acque per fini diversi da quello potabile, la riduzione degli scarti di lavorazione e il loro riutilizzo come materie prime seconde per altri processi produttivi.

Molte imprese agroalimentari puntano anche su produzioni sostenibili, sulla prevenzione delle eccedenze alimentari o il loro recupero a fini solidali. Perché ciò che è stato creato per il consumo umano non vada sprecato o comunque, in seconda istanza, possa essere reimpiegato per l’alimentazione animale, in agricoltura, o per produrre biogas.

In alcune località si stanno sperimentando soluzioni di ciclo chiuso industriale – o simbiosi industriale –, modelli di business che mettono in comunicazione imprese dello stesso territorio, con produzioni anche molto diverse, allo scopo di creare un circolo virtuoso dove scarti e sottoprodotti di un’azienda diventano risorse per un’altra, con enormi vantaggi a livello economico e ambientale. Dal 2011 l’ENEA ha sviluppato tre progetti di simbiosi industriale: Eco-Innovazione Sicilia (2011 –2015), Green – Simbiosi Industriale in Emilia Romagna (2013 –2015) e il progetto Parco Industriale di Rieti-Cittaducale (2014 – 2016).

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– incontrare altre aziende interessate all’utilizzo dei tuoi sottoprodotti e scarti

Consulta la Guida UNEP
Prevenzione e riduzione degli sprechi alimentari a livello aziendale e domestico, una raccolta di buone pratiche provenienti da ogni parte del mondo

Gli studi di ECR Italia
Tra il 2013 e il 2014, ECR Italia – associazione che raggruppa grandi aziende di produzione e distribuzione alimentare – ha realizzato due studi volti ad analizzare strategie di prevenzione e gestione delle eccedenze alimentari che possono offrire interessanti spunti alle imprese del comparto.
– Prevenzione e trattamento delle eccedenze alimentari
– La gestione dell’eccedenza alimentare: una guida per le aziende della filiera

La simbiosi industriale comincia a essere citata e indicata in diversi strumenti di programmazione e indirizzo a livello regionale e locale, come ad esempio nel Piano regionale rifiuti della Regione Emilia-Romagna (2014), nel Piano energetico del Lazio del 2016 e nel Piano regionale di prevenzione dei rifiuti della Regione Friuli Venezia Giulia (2016). La Regione Emilia-Romagna è anche tra i partner del progetto Interreg EuropeTRIS (Transition Regions for Industrial Symbiosis), avviato nel 2016 con l’obiettivo di supportare le regioni partner nell’introduzione di pratiche di simbiosi industriale come strumento per l’uso efficiente delle risorse e la competitività delle PMI.

LE AZIENDE VIRTUOSE DI COOP OLTRE KYOTO – EDIZIONI 2015 E 2016

Nel 2006 Coop lancia il progetto Coop for Kyoto, un’iniziativa che prevede l’adesione volontaria dei fornitori di Prodotti a Marchio Coop agli obiettivi di riduzione delle emissioni di gas serra sanciti dal Protocollo di Kyoto. Dal 2014, in via sperimentale, il progetto viene esteso dall’ambito della pura riduzione dei consumi energetici al più ampio concetto di sostenibilità ambientale. Il progetto assume il nome di Coop oltre Kyoto e dal 2015 comprende tutte le azioni riconducibili alla riduzione delle emissioni di gas serra, dei consumi idrici ed energetici, e le attività virtuose in tema di contrasto allo spreco di materie prime e prodotti. Nel 2017 viene denominato Coop e la sostenibilità: verso COP 21.

Riportiamo di seguito le case histories di parte delle aziende che si sono distinte nelle edizioni 2015-2016 per l’impegno complessivo sulla sostenibilità, o per quello della lotta allo spreco di risorse, alle quali ogni anno hanno partecipato oltre 300 aziende. Queste storie saranno implementate e aggiornate nel corso del tempo con altri casi di eccellenza.

Agricola Italiana Alimentare si occupa di macellazione e lavorazione di carni avicole, suini e conigli, produzione e stagionatura di salumi, e prodotti a base di uova.

Quattro degli stabilimenti del gruppo sono certificati ISO 14001 ed altri lo saranno nei prossimi anni. Inoltre l’Alta Direzione ha generato i presupposti per applicare un Sistema di Gestione per la Qualità conforme ai requisiti della norma UNI EN ISO 9001 e dei principali Standard Internazionali quali GSFS (BRC) e IFS. Reimpiego di scarti e sottoprodotti – Gli scarti e i sottoprodotti di origine animale vengono lavorati presso impianti di proprietà autorizzati per la produzione di farine animali. Inoltre, la società si è dotata di quattro impianti di digestione anaerobica che producono biogas con i reflui di origine organica provenienti dalle attività di macellazione. Il biogas viene utilizzato in altrettanti impianti di cogenerazione per la produzione di energia elettrica e termica, consentendo una riduzione di consumo di gas naturale e il contenimento delle emissioni di CO2Prodotti in prossimità di scadenza – L’azienda dona prodotti a organizzazioni di solidarietà nazionali – come Ronda della Carità e Caritas Italiana – ed enti religiosi locali. Riduzione dell’impatto ambientale – La società si è dotata di tecnologie efficienti di controllo e monitoraggio volte alla depurazione delle acque reflue, al contenimento delle emissioni in atmosfera e dei consumi energetici anche attraverso l’installazione di inverter, al controllo delle emissioni di odori e rumori dovuti all’attività produttiva. Sul fronte degli imballaggi, utilizza confezioni per uova in polpa di legno per le referenze a marchio AIA, completamente riciclabili, e ha ridotto l’utilizzo di carta per gli elaborati cotti e crudi. Oltre il 40% della flotta di linea e il 30% di quella sulla distribuzione è composta da automezzi Euro 6, inoltre nel trasporto intermodale registra oltre 100 viaggi via treno sulla tratta Quadrante Europa – Nola (NA).


Amadori è un’azienda leader nell’agroalimentare italiano e specialista del settore avicolo.

Si occupa dell’intera filiera produttiva, completamente italiana, dalla produzione dei mangimi all’allevamento (polli a terra e, in particolare per il Campese, all’aperto, alimentato con mangimi vegetali e no OGM, e senza l’utilizzo di antibiotici). Tra le certificazioni troviamo ISO 9001, ISO 22005, FSSC 22000 e, per l’ambiente e l’energia, ISO 14001 e 50001. Reimpiego di scarti e sottoprodotti – Produce compost e biogas dagli impianti di biodigestione, i sottoprodotti di lavorazione diventano materia prima per pet food, il grasso è certificato come biocombustibile. Riduzione dell’impatto ambientale – Auto-produce energia da fonti rinnovabili (biogas, cogenerazione e fotovoltaico) per il 30% del totale dei consumi, pari a 60 GWh. Sul fronte del risparmio idrico ha realizzato numerose azioni, tra cui un potabilizzatore per lo stabilimento di Cesena che ha consentito di aumentare l’impiego di acqua superficiale (ora al 70%) e diminuire quello di acqua di falda (al 30%). Lo stesso progetto è stato avviato presso lo stabilimento di Mosciano S. Angelo. Per quanto riguarda la logistica, la scelta di utilizzare due piattaforme principali, una per il sud e una per il nord, e vari interventi di saturazione e razionalizzazione dei trasporti, hanno portato ad una riduzione della percorrenza di oltre 12 milioni di km e un calo delle emissioni di CO2 pari a quasi 7.500 t/anno. Il 90% dei veicoli utilizzati è Euro 4, 5 e 6. Nel 2016 ha dato il via al progetto Lean Manufacturing con l’obiettivo di migliorare efficienza energetica ed efficacia produttiva attraverso la ricerca di sprechi e soluzioni negli stabilimenti di Mosciano e Santa Sofia. Prodotti in prossimità di scadenza – Dona i propri prodotti ad enti caritatevoli e no profit e, in occasione di eventi benefici, a parrocchie, associazioni di volontariato e scuole (circa 70.000 kg di prodotti Amadori donati nel 2016).


Apofruit è una cooperativa ortofrutticola che confeziona prodotti di prima gamma delle aziende associate.

Si tratta di produzione integrata e biologica che punta a favorire la biodiversità e ad un costante incremento della produzione certificata biologica e biodinamica. Varie le certificazioni di prodotto: Biologico, Bio Suisse, GlobalGAP, IGP, DOP. Prodotti in prossimità di scadenza – Tutta la produzione viene impiegata nei tempi utili. Reimpiego di scarti e sottoprodotti – Per ridurre gli scarti di produzione utilizza macchinari e tecnologie che preservano l’integrità dei frutti a partire dalla raccolta. Gli scarti vengono impiegati nell’industria di trasformazione (puree per succhi e distillerie), per la produzione di biomasse attraverso biodigestori e per l’alimentazione animale. Riduzione dell’impatto ambientale – La cooperativa adotta imballi a sponde abbattibili per ridurne l’impatto ambientale, utilizza solo energia elettrica da fonti rinnovabili – autoprodotta e acquistata – e un processo di razionalizzazione e filtrazione dell’acqua utilizzata. Inoltre, per ridurre i consumi di energia, ha avviato la sostituzione degli impianti luminosi con tecnologia Led e utilizza macchine per il confezionamento a basso consumo energetico.

Cérélia è un’industria alimentare che produce basi fresche semilavorate per dolci, pane, pizza e torte salate certificate RSPO e Biologico.

Riduzione dell’impatto ambientale – Dal 2015 Cérélia è impegnata per certificare RSPO il 100% delle forniture di Olio di Palma, sforzo riconosciuto a settembre 2016 dal rapporto WWF con voto 9/9. Tre degli stabilimenti sono certificati Bio e usano ingredienti provenienti da coltivazioni a basso impatto ambientale. Da gennaio 2016 i 4 stabilimenti in Francia sono alimentati al 100% da energia rinnovabile (idroelettrico, eolico, fotoelettrico e biomasse). Sempre sul fronte del risparmio energetico, nel sito di Lievin l’azienda ha ridotto i consumi energetici del 25%, pari a 2,77 MW di elettricità. Inoltre ha eliminato l’utilizzo del refrigerante R22, particolarmente dannoso. Numerosi anche gli interventi per la riduzione degli imballaggi: grazie alla farina T38, caratterizzata da alta qualità microbiologica, ha potuto ridurre il film di confezionamento dei prodotti per un quantitativo corrispondente a 180 tonnellate; presso il sito di Hoerdt ha ridotto la dimensione della carta da forno, risparmiando 43 ton/anno di carta, e dei cartoni da imballaggio secondario, per 16 ton/anno; si è dotata di due insaccatori che consentono di risparmiare 8,9 tonnellate di film plastico e 16,8 di cartoncino ogni anno. Inoltre, utilizza cartone certificato FSC per l’imballo dei propri prodotti. Nel sito di Vittel ha rimosso l’utilizzo di CO2 per il raffreddamento dell’impasto, pari a 218 ton/anno di CO2evitate. Reimpiego di scarti e sottoprodotti – Destina gli scarti per l’86% al pet food e per il 14% alla produzione di biogas. Prodotti in prossimità di scadenza – Cérélia ha sottoscritto una partnership con le banche alimentari, attraverso la quale solo nel 2016 sono state donate 158.000 paste alimentari (l’equivalente di 8.800 pasti).

CSC è una società cooperativa che produce articoli per pulizia domestica, stiro e riponimento, tra cui scope e spazzole con manici in legno certificati FSC.

Con l’azienda collaborano anche alcune cooperative sociali che impiegano persone svantaggiate. Riduzione dell’impatto ambientale – All’interno del processo produttivo CSC privilegia l’utilizzo di materiali riciclati, come PP rigenerato, PET rigenerato e da post consumo, ecoallene, ecc. Ha realizzato la linea di prodotti “Remake” utilizzando materiali a basso impatto ambientale, composti da ecoallene e PET riciclato da post consumo. Si è dotata di macchinari a basso consumo ed è autonoma sul fronte energetico grazie ad un impianto fotovoltaico con potenza nominale superiore a 20 kW. Utilizza imballaggi di recupero e, per quanto riguarda la logistica, ottimizza le spedizioni utilizzando camion a pieno carico e predisponendo consegne dirette. Reimpiego di scarti e sottoprodotti – Gli scarti vengono riutilizzati in produzione, eliminando eventuali imperfezioni, oppure trasformati in materia prima da riciclo. Prodotti non commercializzabili – Donano prodotti non vendibili e vendibili alle parrocchie delle zone limitrofe e in occasione di raccolte benefiche per le popolazioni colpite da calamità naturali.

Eurovo è una società di produzione, selezione e confezionamento di uova di categoria A extrafresche e fresche, e di ovoprodotti da galline allevate in batteria, a terra, all’aperto e biologiche.

Numerose le certificazioni, tra cui KAT, IFS FOOD versione 6, DPT 19 (disciplinare tecnico per la produzione di uova senza l’uso di antibiotici), ISO 22005 (rintracciabilità di filiera agroalimentare). Benessere animale – Per il benessere animale utilizza sistemi di raffrescamento cooling per ridurre temperatura e umidità interna dei capannoni, un collegamento alla rete idrica pubblica per eventuali blocchi dei sistemi di potabilizzazione, doppi silos per lo stoccaggio del mangime e generatori di corrente per sopperire ad eventuali blocchi elettrici. Reimpiego di scarti e sottoprodotti – Gli scarti di produzione non destinati al consumo sono indirizzati a produzioni zootecniche; le deiezioni animali utilizzate per spandimento in campo o conferite ad impianti per la produzione di energia. Prodotti in prossimità di scadenza – Donano i loro prodotti a varie Onlus e nel 2016, solo nell’ambito dell’iniziativa benefica Esci dal Guscio, hanno devoluto circa 833.000 uova. Riduzione dell’impatto ambientale – Gli imballaggi sono realizzati a partire da materie prime secondarie da recupero/riciclo. Nei centri di imballaggio sono presenti presse per compattare carta e cartone in modo da ridurre anche i viaggi necessari per lo smaltimento. Utilizzano energia da fonti rinnovabili.

Grandi Salumifici Italiani è un’industria alimentare multi specialista per la produzione di salumi e prodotti per la salumeria.

Tra le certificazioni troviamo il BRC IFS relativo alla sicurezza degli alimenti. Reimpiego di scarti e sottoprodotti – Vista la tipologia produttiva, gli scarti/resi alimentari vengono riutilizzati nel medesimo ciclo produttivo per la produzione di altri salumi o nella categoria normata separatamente dei sottoprodotti di origine animale. I fanghi di supero dei depuratori biologici dei reflui produttivi sono destinati ad impianti di compostaggio. Prodotti in prossimità di scadenza – I prodotti prossimi alla scadenza sono destinati ad organizzazioni di solidarietà sociale. Riduzione dell’impatto ambientale – Il gruppo GSI dispone di una potenza fotovoltaica complessiva di 1.728 kWp tra i vari impianti realizzati nei siti produttivi e presso la Piattaforma di distribuzione di Interporto (BO), che oltre ad essere caratterizzata da elevate prestazioni energetiche – compreso l’utilizzo di frigoriferi ad ammoniaca – ha consentito di razionalizzare logistica e trasporti. Gli imballi vengono conferiti alla ditta Sulayr Global Service che, grazie a tecnologie innovative, produce materiale riciclato di alta qualità a partire dai poliaccoppiati plastici. L’efficientamento idrico è ottenuto tramite monitoraggio e manutenzione delle utenze principali e il corretto funzionamento degli impianti di depurazione delle acque reflue. La GSI ha partecipato al bando Carbon Footprinting 2013 del Ministero dell’Ambiente per la LCA del prodotto wurstel 300 g Senfter, a seguito della quale sono stati installati nuovi sistemi di abbattimento fumi, per le celle di affumicazione, ed odori nel locale depuratore.

Guardini è un’industria metalmeccanica di prodotti MOCA che realizza stampi da forno in acciaio con rivestimento antiaderente.

Riduzione dell’impatto ambientale – Utilizza materiali 100% riciclabili: acciaio, plastica, carta e cartoncino. Sul versante degli imballaggi ha ridotto il peso del cartone e cartoncino riciclato dal 70% all’85% per pack primario, e migliorato le dimensioni del pack secondario ai fini dell’ottimizzazione delle quantità per pedana nei trasporti. Sul fronte dell’efficienza energetica ha recentemente costruito una palazzina per gli uffici dotata di cappotto e sistemi energetici alimentati da fonti alternative ed ecosostenibili, impiega chiller ad alta efficienza per il raffreddamento acqua a circuito chiuso delle linee di produzione, nastri radianti alimentati a metano per il riscaldamento dei reparti produttivi, macchinari a basso consumo. Inoltre, si è dotata di impianto fotovoltaico da 20 kWh e di pannelli solari per il riscaldamento di acqua sanitaria. Reimpiego di scarti e sottoprodotti– Vende le pedane inutilizzate per la costruzione di mobili. Per la riduzione degli scarti si è dotata di nuove linee di produzione e di nuovi stampi. Prodotti non commercializzabili – Dona i propri prodotti ad enti religiosi e no-profit: negli ultimi due anni ha devoluto oltre 1.700 stampi.

La Linea Verde è un’azienda agro-alimentare di prodotti ortofrutticoli di IV gamma, piatti pronti cotti (zuppe e minestre), bevande a base di frutta, preparazioni gastronomiche come tramezzini e piatti freddi con verdure.
La IV gamma e i piatti pronti cotti sono certificati anche BIO, gli ortaggi di IV gamma per la Produzione Integrata, lo standard GlobalGAP è esteso alla maggior parte delle aziende agricole fornitrici. Reimpiego di scarti e sottoprodotti – L’attività di riduzione degli scarti riguarda le fasi di cernita e monda, e la valorizzazione dei sottoprodotti di lavorazione che vengono conferiti ad impianti per la produzione di biogas o ad allevamenti di bestiame. Prodotti in esubero – I prodotti in esubero e non vendibili vengono ceduti al Banco Alimentare e ad associazioni di solidarietà sociale sul territorio. Riduzione dell’impatto ambientale – Ha introdotto moderni sistemi di lavaggio dei prodotti di IV gamma che consentono la filtrazione e gestione delle acque di scarico, al fine di aumentare la quota che completa in azienda il “ciclo dell’acqua”: emungimento dal sottosuolo tramite pozzi, utilizzo nella fase industriale, immissione in corpo idrico superficiale che consente il ritorno naturale al suolo. Ha ridotto gli spessori degli imballaggi in plastica sia nella materia prima che nel prodotto finito. Ha ottimizzato la coibentazione dei reparti per limitare la dispersione di frigorie e il dispendio energetico. L’ottimizzazione logistica riguarda il raggruppamento di più consegne sulla medesima tratta, l’aumento di mezzi in partenza a pieno carico, il concatenamento di servizi di consegna con altri di ritiro, in modo da sfruttare anche i rientri in sede.

Olitalia è un’industria alimentare che produce oli di oliva e di semi, aceti di vino e aceto balsamico di Modena.

Numerose le certificazioni di prodotto, quali BIO Europa, NOP per l’aceto, IGP e DOP per l’olio extravergine e l’aceto balsamico di Modena, Vegan Ok per alcune tipologie di olio extravergine di oliva, Senza OGM e ISO/TS 14067 su parte dei prodotti. Riduzione dell’impatto ambientale – Per ridurre i consumi energetici si è dotata di un impianto fotovoltaico che permette di risparmiare circa il 10% di energia, 2 linee di soffiaggio per il confezionamento in bottiglie di PET, sistemi “start and stop” sulle linee di confezionamento, motori a velocità variabile e inverter. Per ridurre quelli idrici ha adottato temporizzatori per le operazioni di lavaggio e lubrificazione e un riduttore di pressione dell’acqua di prelievo dall’acquedotto. Con il progetto Green Dreaming ha aderito al Programma per la valutazione dell’impronta ambientale promosso dal Ministero dell’Ambiente e compensato parte delle emissioni cofinanziando un progetto di utilizzo di biomasse in Brasile. La società ha ridotto il peso delle preforme in PET, dimezzando i quantitativi di sfrido di preforme, ed è passata a una nuova bottiglia in vetro “Evolution” che consente un risparmio di materie prime (sgrammatura fino al 24%) e ottimizza la logistica (fino al 17% in più di bottiglie in ogni pallet). Reimpiego di scarti e sottoprodotti – Parte degli scarti vengono conferiti per uso mangimistico o per la produzione di biodiesel. Prodotti in prossimità di scadenza – L’azienda dona i propri prodotti alle Onlus e nel 2016 ha devoluto oltre mille litri tra oli e aceti.

OPAS è un’industria alimentare di trasformazione della carne suina. È dotata di certificazione ISO 14067 per le cosce fresche di maiale destinate al Prosciutto di Parma.

Riduzione dell’impatto ambientale – L’azienda adotta le BAT previste in AIA, vale a dire le migliori tecniche disponibili per ridurre le emissioni in inquinanti, il calore, il rumore, le vibrazioni e il consumo delle risorse: materie prime, acqua ed energia. Utilizza l’acqua di ritorno dal depuratore per lavaggi di stalle e camion, compattatori per ridurre i trasporti di rifiuti e imballaggi in plastica a rendere che vengono riutilizzati. Programma trasporti a pieno carico per ridurne l’impatto ambientale. Reimpiego di scarti e sottoprodotti – Il 99,7% dei rifiuti speciali è avviato a recupero; i fanghi da depurazione e lo stallatico sono destinati all’utilizzazione agronomica; molti sottoprodotti di origine animale vengono ceduti a terzi per operazioni di recupero e gli scarti di produzione sono indirizzati ad altri cicli produttivi, quali alimentazione animale, compostaggio, produzione di fertilizzanti e biocarburanti.

Padania Alimenti è un’azienda lattiero-casearia che produce latte fresco, microfiltrato e panna fresca. Offre prodotti certificati ISO 22005:08, DTP030, Biologico, Kosher e Halal.

Reimpiego di scarti e sottoprodotti – Confeziona esclusivamente su ordinazione e destina gli scarti alla trasformazione per mangimi: nel 2016 i sottoprodotti consegnati sono stati pari a 12.380 kg. Prodotti in prossimità di scadenza – I beni prossimi alla scadenza vengono donati all’associazione La tenda di Cristo e complessivamente nel 2016 ne sono stati devoluti oltre 2.000 kg. Benessere animale – Le aziende agricole conferenti rispettano le condizioni di benessere animale in particolare attraverso la filiera dell’allevamento biologico e della filiera certificata no-OGM. Riduzione dell’impatto ambientale – Recupera l’acqua di raffreddamento dei compressori, utilizza sistemi di risparmio energetico (inverter e lampade a LED a basso consumo) e imballi certificati FSC.

Parmareggio è un’industria alimentare che produce e confeziona Parmigiano Reggiano DOP, formaggi a pasta dura e semidura, burro, snack e altri prodotti lattiero caseari, parte dei quali certificati BIO.

Riduzione dell’impatto ambientale – Parmareggio da oltre 10 anni ha posto particolare attenzione alla realizzazione di interventi rivolti alla riduzione dell’impatto ambientale attraverso l’efficienza di sistemi e impianti. A titolo esemplificativo, quelli del 2016 hanno riguardato: installazione presso lo stabilimento di Modena di un’unica centrale di produzione di aria compressa, con tecnologia di ultima generazione, con conseguente riduzione dei consumi di energia elettrica di 120.200 kWh/anno, equivalenti a –22% e 75 ton/anno di CO2 evitate; ristrutturazione della centrale frigo nello stabilimento di Montecavolo, con sistema di raffreddamento a torre e condensatori evaporativi a circuito chiuso, che ha portato ad una riduzione dei consumi per la produzione di freddo pari a 215.000 kWh/anno, equivalenti a –23% e 132 ton/anno di CO2 evitate. Ha ridotto il peso degli imballaggi e sviluppato nuovi prodotti con pack 100% compostabile. Reimpiego di scarti e sottoprodotti– Recupera i fanghi ottenuti dalla depurazione dei reflui per destinarli ad impianti di cogenerazione per la produzione di biogas. Prodotti in prossimità di scadenza – Dona i prodotti prossimi alla scadenza della shelf life a enti di beneficienza o altre organizzazioni.

Roncandin è un’industria alimentare che produce pizza surgelata e snack. Tra le certificazioni di prodotto troviamo BIO, Vegan Ok, RSPO e MSC.
Riduzione dell’impatto ambientale – L’azienda si è dotata di un impianto fotovoltaico che produce circa un milione di kWh/anno e il restante fabbisogno energetico è fornito da produttori che garantiscono la generazione da fonti rinnovabili; sta sostituendo le lampade tradizionali con lampade a Led per un risparmio stimato di 263.000 kWh/annui; ha installato un sistema di riscaldamento a induzione e ridotto utilizzo di aria compressa e un nuovo compressore bifase ad ammoniaca caratterizzato da elevato rendimento (+30% rispetto alle macchine tradizionali). Sul fronte degli imballaggi, il 70% del cartone utilizzato è riciclato, per alcune referenze ha ridotto la grammatura di cartone e sta testando film fardello con spessori più sottili. Reimpiego di scarti e sottoprodotti – Per ridurre gli scarti utilizza un sistema di visione conformità prodotto per linea e disidrata i fanghi derivanti dall’impianto di depurazione. Riutilizza la pasta cruda di scarto per l’alimentazione animale (circa 1.500 ton/anno). Prodotti in prossimità di scadenza – Dona prodotti ad organizzazioni di solidarietà sociale.

SCA Hygiene Products è un’azienda di progettazione, produzione e commercializzazione di articoli in carta tissue per uso domestico, igienico e sanitario.

Tra le certificazione di prodotto troviamo FSC, PEFC, Ecolabel, IFS-HPC e 50K/18K/14K/SA. Riduzione dell’impatto ambientale – Nel 2016 ha realizzato numerosi interventi nei 2 siti di Lucca e in quello di Altopascio in grado di produrre circa 3.700 MWh/anno di risparmio energetico. Inoltre ha installato innovativi sistemi di aspirazione dei fumi delle saldature e delle polveri PM1_PM2 per migliorare l’impatto ambientale degli stabilimenti e il benessere lavorativo dei propri dipendenti. Ha ridotto il packaging primario di alcune referenze, come ad esempio quelle dell’assortimento Coop, passando da 30 a 25 micron per l’imballo della carta cucina e da 40 a 30 micron per quello della carta igienica. Sul fronte della logistica distributiva, l’azienda nel 2016 si è dotata di un nuovo magazzino semi-automatico – denominato progetto “Leonardo” – che ha consentito l’incremento della capacità di stoccaggio interna e, conseguentemente, la riduzione delle necessità di trasporto su gomma verso il magazzino esterno, pari a circa 1.400 navettaggi/anno evitati e una riduzione delle emissioni di CO2 pari a 9.400 Kg/anno. Riduzione scarti – Presso il sito di Lucca sono stati effettuati interventi di ottimizzazione del processo produttivo che hanno portato ad una significativa riduzione degli scarti di oltre il 15%. Prodotti non commercializzabili – SCA Hygiene Products solo nel 2016 ha donato oltre 14.000 kg di articoli della divisione Incontinance care e circa 34.300 kg di articoli tissue a varie organizzazioni di solidarietà.

Senoble Italia è un’industria alimentare di prodotti lattiero-caseari freschi: yogurt, latte fermentato, formaggi molli.

Riduzione e reimpiego scarti – Per ridurre gli scarti ha installato un turbidimetro sulla linea del refluo grezzo dello stabilimento, a monte dell’impianto di depurazione, a seguito del quale è stato possibile effettuare uno studio di correlazione tra picchi di scarico e attività produttive. Tale studio ha permesso di ottimizzare i processi produttivi e di recuperare nel 2016 materia prima equivalente a 300 litri latte/giorno (circa 80.000 litri all’anno). Destina gli scarti all’alimentazione animale, previa trasformazione in mangimi presso impianto autorizzato. Prodotti in prossimità di scadenza – Distribuisce settimanalmente prodotti ad organizzazioni caritatevoli a presenza locale o nazionale. Solo nel 2016 ha donato 623 tonnellate di prodotti.

Soffass è una società produttrice di articoli in carta tissue per uso igienico e domestico.

Tra le certificazioni di prodotto troviamo FSC, PEFC, Swan Label, Ecolabel. Riduzione dell’impatto ambientale – Complessivamente, Soffass ha un consumo idrico per unità di prodotto molto al di sotto delle medie di settore grazie ai numerosi interventi operati negli anni su tutti gli stabilimenti (5,2 m3/tcarta contro la media di settore di 15-25 m3/tcarta). In particolare, presso la Cartiera Soffass Via Lazzareschi è stato installato un impianto (Water Reuse) che riduce i consumi idrici di circa il 50% con un risparmio di acqua di falda di oltre 300.000 mc annui, e nello stabilimento di Val Fegana è stato installato un nuovo impianto di trattamento delle acque di scarico che permetterà una riduzione dell’impatto sul comparto acqua di circa 100.000 mc. Con l’installazione dell’impianto di trigenerazione presso lo stabilimento Soffass di Monfalcone, attivato nel 2017, tutte le cartiere sono dotate di impianti di cogenerazione. Inoltre, nel 2016 sono stati prodotti oltre 4.600 MWh di energia da fonti rinnovabili, pari a circa 1.600 tonnellate di CO2 evitate. Risparmio materie prime e reimpiego scarti – Soffass ha sviluppato con Coop Italia la linea di prodotti “Zerotubo”, ossia carta igienica e asciugatutto privi dell’anima di cartone. Inoltre, è in atto un processo di riduzione dello spessore degli imballaggi plastici di circa il 15%. Gli scarti di produzione della divisione cartotecnica sono reimpiegati come materia prima seconda, mentre gli scarti degli imballaggi utilizzati sono inviati a operazioni di riciclo. Prodotti non commercializzabili – Soffass dona prodotti a strutture di diversa natura, da organizzazioni locali ad associazioni di volontariato.